Tutorial originale di Alessandro de Simone
Il programma in questione è da considerare in parte superato per la disponibilità di altri programmi, decisamente più moderni e versatili. Tra questi, suggerisco CDex, il cui Tutorial è disponibile in questo stesso sito.
Il software – totalmente gratuito – permette di affrontare un tema apparentemente limitato al mondo Internet, ma che in realtà può riguardare tutte le applicazioni multimediali che siamo in grado di produrre. I file sonori, come è noto, occupano una quantità enorme di byte, comunque proporzionale alla lunghezza del brano sonoro e alla qualità desiderata. Il vecchio formato WAV, tuttavia, contiene una ragguardevole percentuale di dati che – opportunamente riprodotti dal software e dalla scheda sonora del PC – il nostro orecchio non riesce a percepire. Tenendo conto di tale particolare fattore, che è dovuto esclusivamente alla imperfezione dell’orecchio umano, i tecnici hanno sviluppato un particolare algoritmo, che lascia inalterati soltanto i suoni che riusciamo effettivamente a comprendere, eliminando tutti gli altri. La riduzione globale dei file, dopo la conversione, permette di allocare in poche decine di megabyte (vedi figura 1) l’intero contenuto di un CD audio che ne di solito ne occupa almeno 500.

Figura 1. Ben 14 brani sonori dei Beatles sono stati convertiti in altrettanti file MP3 che richiedono poco più di 31 megabyte.
Occorre tener presente, inoltre, che i brani sonori memorizzati nei normali CD audio sono prodotti con sofisticate apparecchiature, che mettono a dura prova l’algoritmo di compressione: più è sofisticato un brano sonoro, meno opportunità vengono offerte al programma di conversione. Diversi sono infatti i fattori che impediscono una riduzione ancor più drastica della lunghezza di un file. Anzitutto bisogna considerare che i brani sono di solito stereofonici e questo obbliga di conseguenza l’algoritmo ad elaborare due tracce distinte e separate; una registrazione monofonica comporta invece difficoltà minori e permette restrizioni maggiori. Un secondo fattore che obbliga a non esagerare con la riduzione del numero globale dei byte è legato alla differenza tra il suono più acuto e quello più grave udibile in un particolare momento. Questo parametro, che si chiama ampiezza di banda, è particolarmente importante nei brani moderni. Se, per esempio, in un certo istante è udibile il piatto della batteria e le note esasperate di una chitarra elettrica (note acute), la voce di un cantante e le note di un pianoforte (note medie) e i suoni di un contrabbasso (suoni bassi), l’algoritmo di compressione deve comunque fare in modo che, nonostante la compressione, tutti i suoni siano udibili. È facile intuire, al contrario, che se decidiamo di registrare soltanto la voce umana, magari durante una normale conversazione, le possibilità di intervento da parte di una algoritmo di compressione aumentano, ancora di più se ci limitiamo ad usare uno solo dei due canali stereo disponibili.
Dalla teoria alla pratica
Per valutare la bontà di un programma di compressione – o meglio, di conversione da WAV a MP3 – dobbiamo avere a disposizione alcuni file sonori, meglio se di nostra produzione. Pertanto occorre procurarsi un microfono, inserirne l’estremità al connettore Mic della scheda sonora presente sul PC ed attivare il programma “Registratore di suoni” di Windows. Questo programma non è molto sofisticato, ma permetterà di effettuare i primi esperimenti: se potete disporre di programmi più evoluti, fatelo pure, ma cerchiamo di non perdere di vista il nostro scopo principale che è quello di ottenere file sonori, di dimensioni molto ridotte, perfettamente intelligibili e soprattutto che riproducano la nostra voce!

Figura 2. Il valore di default potrebbe essere incompatibile con i programmi di conversione.
Se non sapete che cosa dire davanti ad un microfono, prendere un testo qualunque (quello che state leggendo ora va benissimo) e leggetelo dopo aver premuto il pulsante rosso. Tenete conto che il tempo massimo di registrazione è limitato a sessanta secondi, più che sufficienti per leggere (o cantare…) un brano abbastanza lungo. Al termine, registrate il file in una cartella creata allo scopo, in modo da poter meglio gestire il risultato dei nostri esperimenti. Al momento della registrazione del file occorre considerare il fatto che il programma permette di selezionare diversi parametri, individuabili grazie alla pressione del pulsante “Cambia”. Per evitare di perdere tempo, vi consigliamo di registrare la medesima “recitazione” – pronunciata una sola volta – tante volte quanti sono i principali parametri messi a disposizione dal programma (ovviamente con nomi sempre diversi). In questo modo, applicando successivamente la conversione da WAV a MP3 per ciascuno dei brani, potrete meglio valutare la qualità della riproduzione sonora, soprattutto se rapportata all’occupazione in termini di byte. Nelle prove che abbiamo condotto, il valore “PCM 20.050 Hz, Mono” si è dimostrato adeguato alle necessità, ma voi potreste trovare altri valori più congeniali.

Figura 3. Per individuare i parametri ottimali, registrate lo stesso file con parametri (e nomi) diversi.
Convertire i file
Dopo aver registrato vari brani, in formati diversi, giunge il momento di convertirli. Il programma che vi suggeriamo di usare si chiama “WAV to MP3 Encoder” ed è rintracciabile sul sito www.mthreedev.com. Il suo utilizzo è di una semplicità addirittura disarmante: basta trascinare al suo interno le icone dei file WAV e premere il pulsante “Encode” per ottenere la conversione. I file convertiti vengono posizionati nella cartella indicata premendo il pulsante “Output” mentre i parametri di conversione bisogna sceglierli tra quelli presenti nella finestra che compare con il menu il pulsante “Options/Change”.

Figura 4. Nella finestra principale del programma sono stati trascinati tre file WAV, in attesa di conversione.
Fino a che quest’ultima finestra rimane aperta, i parametri indicati rimangono quelli impostati per ultimi. In caso contrario, invece, il programma prenderà in considerazione quelli di default, che sono in verità piuttosto impegnativi. Per ridurre al massimo la dimensione dei file bisogna impostare 8 Kbps e modalità Mono. Per la sola “voce narrante”, un buon compromesso è dato dalla combinazione 24 Kbps e Mono. Un file di 313 kilobyte in formato WAV si riduce così a 60 kilobyte (24 Kbps, mono) ed appena 20 kilobyte se con 8 Kbps e Mono, ma in questo caso la qualità lascia a desiderare.

Figura 5. Un file di 313 kilobyte si riduce a soli 60 kilobyte, dimensione che permette di inserire il file in un sito Internet, senza che le operazioni di download ne risentano eccessivamente.
Nel sito Internet
Per fare in modo che una pagina web riproduca un brano sonoro, occorre inserire, nelle prime righe della pagina stessa, il codice…
<bgsound src="BranoSonoro.mp3" loop="1">
...ed impostare il valore Loop=1 per ascoltarlo una sola volta e Loop=-1 per riprodurlo all’infinito.
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