Editoriale pubblicato nel settembre 2001

Il web e il cittadino

Circa tre mesi fa, in pieno periodo di pagamento dell’ICI, decisi di usare anche Internet per calcolare l’esatto importo da pagare. Avevo infatti sentito dire che l’amministrazione comunale della città che mi interessava – e parlo di una metropoli di importanza europea – aveva messo sul web, a disposizione dei contribuenti, un comodo metodo per semplificare i calcoli. Incuriosito, ma soprattutto interessato a confrontare il risultato dei mie conteggi (fatti “a mano”) mi collegai al sito per scoprire che la tanto decantata semplificazione consisteva nell’esecuzione di quel paio di moltiplicazioni necessarie per determinare l’importo; tutto qui. Tra l’altro, il tempo occorrente per effettuare le operazioni on-line risultava nettamente superiore a quello necessario per eseguire i medesimi calcoli con una semplice calcolatrice (costo di connessione a parte).
Ma la sorpresa maggiore derivava dal fatto che era lasciato interamente al contribuente il compito di individuare la famigerata rendita catastale aggiornata, vale a dire il valore da inserire nella casella responsabile di “innescare” il calcolo automatico: non solo non erano pubblicate le tabelle contenenti gli aggiornamenti dei dati, ma risultava assente perfino un qualunque suggerimento sulle pubblicazioni da consultare per individuarli o sugli uffici ai quali telefonare(?) o presso i quali recarsi per ottenerli.
Certo, ogni proprietario dovrebbe sapere quanto vale il suo appartamento, se non altro rileggendo il contratto di acquisto in cui sono riportate tutte le indicazioni utili (categoria, vani catastali e via discorrendo). Il fatto è che la rendita catastale, riportata nel contratto, è di solito diversa da quella attualmente rivalutata, soprattutto per le abitazioni vecchie di qualche decennio. Tant’è vero che gli aggiornamenti del prezioso dato sono pubblicati sul numero speciale di un fascicolo “cartaceo” che, nel caso della metropoli in questione, è stampato in poche paginette (comuni limitrofi compresi).
Per valutare il tempo necessario a creare una pagina web che contenesse tali informazioni, mi misi all’opera utilizzando il mio abituale editor HTML per scoprire che, dopo appena mezz’ora di lavoro, ero riuscito a digitare – trascrivendoli a mano dalla pubblicazione di cui sopra – circa il 20% di tutti i dati aggiornati, relativi alle rendite catastali dell’intera metropoli, comuni limitrofi compresi. Il responsabile del sito in questione, che sicuramente è più bravo di me (almeno a giudicare dalla ricchezza di grafica e animazioni con cui era infarcito lo spazio web relativo al pagamento ICI), avrebbe quindi potuto realizzare e pubblicare sul web, in una sola mezza giornata di lavoro, l’indispensabile tabulato.

Passando ad altro settore, che coinvolge comunque i creativi delle pagine web destinate ai cittadini, la connessione alla home page di un importante Ministero metteva in evidenza un ricco campionario di circa 80 (dico ottanta) “oggetti”, che il browser era costretto a scaricare prima di visualizzare l’intero contenuto della pagina: tra menu a tendina, animazioni policrome, motori di ricerca, banner, notizie dell’ultim’ora (alcune delle quali coerenti con il sito come i cavoli a merenda) e link ipertestuali di ogni tipo, colore e dimensione, era possibile (dopo un tempo di connessione proporzionale) individuare con pazienza il riferimento alla notizia cercata e cliccare per visualizzarla.
E’ mai possibile che a nessuno sia venuto in mente di creare una home page che contenga i soli dati essenziali a garantire una ricerca veloce e razionalmente suddivisa? E’ mai possibile che il responsabile del sito in questione dedichi del tempo a creare animazioni policrome per rendere accattivanti(?) le pagine web e non pensi al povero utente al quale interessa soltanto “raggiungere” rapidamente la notizia che lo interessa?

I due semplici esempi – ma il lettore si sarà certamente imbattuto in casi analoghi – possono dimostrare che i responsabili di alcuni siti web (per fortuna non tutti) sono spesso lasciati liberi di decidere ciò che deve apparire sul sito, indipendentemente dalla loro (del sito, non dei responsabili) reale utilità o dal tempo di scaricamento. Probabilmente lavorano con macchine basate su processori che superano il GigaHertz, usano connessioni ISDN o altri accorgimenti tecnologici che non solo li tengono distanti dai comuni mortali, ma impediscono loro di accorgersi del disorientamento che ingenerano in un utente “normale”.
Se queste persone scendessero sulla Terra, almeno di tanto in tanto, potrebbero accorgersi che le esigenze dei cittadini possono, talvolta, non coincidere con le loro.

Alessandro de Simone (settembre 2001)